Top 5 Alberto Giacometti Paintings!


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Note dal Web: Alberto Giacometti “nasce il 10 ottobre del 1901 a Borgonovo in Val Bregaglia da Giovanni, pittore neoimpressionista, e Annetta Stampa. La sua infanzia trascorre felice: il padre gli facilita le prime esperienze di atelier, il padrino (il pittore Cuno Amiet) lo aggiorna su stili e tecniche, gli altri familiari collaborano al suo sviluppo artistico posando per lui come modelli. (…) Abbandona il liceo e si trasferisce a Ginevra per frequentare la Scuola di Belle Arti. Al seguito di un viaggio a Venezia e a Roma nel 1920, durante il quale si appassiona all’opera del Tintoretto e di Giotto, decide di recuperare lo sguardo ingenuo delle origini delle cose attraverso l’arte primitiva e l’antropologia. Nel 1922 si stabilisce a Parigi per seguire i corsi dello scultore Antoine Bourdelle, sperimentando in parte il metodo cubista. Nel 1925 il fratello Diego lo raggiunge a Parigi per divenire per sempre il suo assistente. Alberto condivide con gli artisti svizzeri che incontra a Parigi le simpatie per il movimento surrealista e dal 1927 comincia a d esporre al Salon des Tuileries le sue prime sculture surrealiste. Il successo non tarda ad arrivare e Alberto comincia a frequentare artisti come Arp, Mirò, Ernst e Picasso (…). Nasce un forte soldalizio con Breton, per il quale scrive e disegna sulla rivista “Le surréalisme au Service de la Révolution”. (..). Dal 1935 al ’40 si concentra nello studio sulla testa, partendo dallo sguardo, sede del pensiero. Cerca anche di disegnare figure intere, nel tentativo di cogliere l’identità dei singoli esseri umani con un solo colpo d’occhio. (…) Passa gli anni della seconda guerra mondiale a Ginevra. Nel 1946 ritorna a Parigi e ritrova suo fratello Diego, intraprendendo una nuova fase artistica durante la quale le statue si allungano e le loro membra si stendono in uno spazio che le contiene e le completa. Nel 1962 riceve il Gran Premio della scultura alla Biennale di Venezia. Gli ultimi anni sono all’insegna di un’attività frenetica e di un susseguirsi di grandi mostre in tutta Europa. Pur gravemente malato si reca a New York nel ’65 per la sua mostra al Museum of Modern Art. Come ultimo lavoro prepara il testo per il libro “Paris sans fin”, una sequenza di 150 litografie in cui scorrono le memorie di tutti i luoghi vissuti. Muore l’11 gennaio 1966 ed è sepolto a Borgonovo, vicino ai genitori (Tratto da Italica)

My Favourite Masterpiece “Jean Genet” (1954):  (Tratto da TATE.org.uk) Genet was among the leading French writers of the twentieth century. Seeing himself as an outsider, he celebrated his homosexuality and criminal past in his work. He also wrote a short book on Giacometti. Like many of Giacometti’s portraits, this work uses a reduced palette of colours, and gradually builds its likeness of Genet with a series of small tentative brushstrokes. This technique creates a tense, shifting outline around the figure, which parallels the rough, highly-worked surfaces of Giacometti’s sculptures.

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