Top 5 Julia Margaret Cameron Portraits!


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Note Biografiche: “Julia Margaret Cameron (Calcutta, 11 giugno 1815 – Ceylon, 26 gennaio 1879) è stata  una fotografa inglese, esponente del pittorialismo. Era la figlia di James Pattle, un ufficiale inglese della British East India Company, e di Adeline de l’Etang, figlia di aristocratici francesi. Visse in Francia sino al 1838, quindi tornò in India per sposare Charles Hay Cameron. Si trasferì a Londra nel 1848 quando il marito si ritirò dagli affari. Nel 1860 la famiglia Cameron acquistò una proprietà nell’Isola di Wight dopo aver visitato la tenuta del poeta Alfred Lord Tennyson. La proprietà venne chiamata Dimbola Lodge ed ospita tuttora un museo e una mostra fotografica della Cameron. La passione per la fotografia nacque solo nel 1863, quando ricevette in regalo una fotocamera dalla figlia Julia. L’attività fotografica conquistò la Cameron che praticò principalmente il ritratto e la rappresentazione allegorica di racconti e romanzi. Le sue immagini incorporano l’atmosfera sognante dell’epoca vittoriana, il leggero “fuori fuoco” restituisce eterei ritratti di bambini e di donne immerse nella natura. (…)” (Tratto da Wikipedia)

“(…) Cameron non volge tutti gli sforzi verso la perfezione tecnica: ciò è attestato dal fatto che spesso lo strato d’emulsione al collodio sulle lastre originali non è uniforme ed è segnato da polvere e graffi, come pure le sue stampe all’albumina sono ricoperte da macchie, o sbiadite, per un cattivo fissaggio. Tuttavia le accuse d’imperizia a lei rivolte riguardano, più che altro, una focheggiatura ritenuta imperfetta: un uso del fuoco (spinto a volte addirittura “fuori fuoco”) incurante della nitidezza e volto invece alla ricerca d’effetti plastici memori forse dello sfumato leonardesco. Una prassi, questa, che farà in seguito apprezzare particolarmente le sue immagini. In un periodo in cui l’unico valore riconosciuto alla fotografia è quello d’essere specchio fedele della realtà, e in cui i fotografi si sforzano di raggiungere una verosimiglianza assoluta attraverso i successivi perfezionamenti della tecnica, Cameron si muove controcorrente, e non stupisce che sia invisa per il suo sprezzo verso le convenzioni del mestiere.
(…) Una prima rivalutazione dell’opera di Julia Margaret Cameron avverrà nel tardo Ottocento con l’avvento del Pittorialismo; più tardi, anche in Alfred Stieglitz e nei fotografi della Photo Secession, troverà ammiratori entusiasti della sua Fotografia.
Gli elementi che ne caratterizzano le immagini – la soppressione di dettagli superflui, l’estrema cura formale della composizione, ma soprattutto quella morbidezza di toni e sfumature, tanto criticata a suo tempo – ne fanno un modello ideale agli occhi dei Pittorialisti, che reclamano, come già Cameron, piena dignità d’arte per questo nuovo mezzo espressivo, in gara con la pittura nella rappresentazione di realtà concrete o spirituali. I Photosecessionist, invece, preferiranno ravvisare inediti spunti di un coraggioso realismo, nell’accentuazione psicologica dei suoi ritratti, fatti di primi piani spinti, resi intensi da un uso sapiente della luce oltre che dalla concentrazione di lunghe attese in posa. (…)” (Tratto da Cultframe)

“Ellen Terry at Age Sixteen” (1864): “Julia Margaret Cameron probably made this contemplative portrait of Ellen Terry as a new bride during the Shakespearean actress’s honeymoon stay at Freshwater on the Isle of Wight, where Cameron lived. Terry had married the portrait painter George Frederick Watts, who was thirty years her senior; the marriage, orchestrated by Cameron and her sisters, was a brief and unhappy union. Terry’s forlorn expression and nervous gesture may be an actress’s performance put on for the camera. Her demeanor, indicated by the title Sadness, which Cameron gave to another print of this image, may also indicate Terry’s realization that her marriage was a mistake. Employing a non-fading print process used for commercially distributed pictures, Cameron’s printer made multiple carbon prints available for purchase by Terry’s and Cameron’s fans.” (Tratto da Getty Museum)

Frasi celebri o significative (basta una delle due):
– “From the first moment I handled my lens with a tender ardour.”
– “I longed to arrest all beauty that came before me, and at length the longing has been satisfied.”

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